Il territorio sul quale si estende il Distretto Biomedicale Mirandolese

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Il territorio sul quale si estende il Distretto Biomedicale Mirandolese comprende principalmente la zona intorno a Mirandola e comuni limitrofi, nell’area nord della Provincia di Modena, con qualche presenza anche in provincia di Mantova.

I comuni compresi nel distretto sono tutti di dimensioni medio piccole e sono associati nell’Unione Comuni Modenesi Area Nord (U.C.M.A.N.). La folta presenza di filiali di banche nazionali e locali, garantisce un adeguato supporto finanziario all’economia locale. L’agenzia delle entrate è presente con due uffici (Mirandola, Carpi) mentre il tribunale competente per il territorio è quello di Modena.

La maggior concentrazione di aziende nel distretto è nei comuni di Mirandola e paesi confinanti, con importanti presenze nel comune di Carpi e Novi di Modena, dove però l’importanza del biomedicale rispetto ad altri settori è marginale.
Fino agli anni 80 il territorio vedeva una massiccia presenza di industrie agroalimentari, tessili e metallurgiche, settori che nel tempo si sono fortemente ridimensionati.

Attualmente nel distretto sono presenti aziende del settore metalmeccanico ed elettronico operanti sia per il biomedicale che per altri settori.

Il numero complessivo degli addetti è di circa 5000 persone tra aziende produttrici ed indotto.

L’ istruzione tecnica vede la presenza di due istituti medi superiori a Mirandola, due si trovano a Finale Emilia (20 km) e uno sul mantovano, ad Ostiglia (30 km).

L’ istruzione universitaria fa riferimento agli Atenei di Modena, Reggio Emilia, Bologna e Verona, queste ultime due in particolare beneficiano del collegamento ferroviario della linea Bologna – Verona.

Il punto dolente della realtà del distretto sono i collegamenti con la rete autostradale, poichè il territorio non è attraversato da nessuna autostrada; i caselli più vicini sono Reggiolo/Rolo (circa 20 Km) e Carpi (circa 25 Km) sulla A22 mentre per quanto riguarda la A1 è il casello di Modena Nord (circa 35 Km).

Tradizione e Gastronomia del territorio

La zona del distretto, dove risiedono oltre 100 mila abitanti, è ricca di storia e cultura, dovute principalmente all’influenza di note casate confinanti come quella degli Este, degli Estensi e dei Gonzaga. La stessa dinastia dei Pico, signori di Mirandola, ha contribuito a creare lustro al territorio rendendolo famoso ovunque grazie ai preziosi manoscritti e agli studi del più noto componente della famiglia, il filosofo e latinista Giovanni Pico, a cui sono intitolati il Castello e diversi altri monumenti e attività locali. Il territorio ha rivestito in passato un ruolo nevralgico, come crocevia politico ed economico; tuttora, grazie ai settori agroalimentare, metalmeccanico, tessile e biomedicale, detiene una posizione d’elite nell’economia non solo regionale ma anche nazionale, creando un tessuto dinamico dall’elevata diversificazione produttiva con ampie possibilità e sinergie lavorative.
Le eccellenze territoriali non si limitano solo ai frutti dell’ingegno aziendale e del know-how tecnico scientifico, ma si allargano ai prodotti della tradizione culinaria che raccoglie contaminazioni dalla cucina modenese, ferrarese e mantovana; molto conosciuti sono infatti lo zampone, la pasta all’uovo, l’aceto balsamico, il Parmigiano Reggiano, le coltivazioni di pere e meloni e i vigneti che producono il lambrusco emiliano e mantovano. Nel corso di tutto l’anno le tradizioni eno-gastronomiche e folkloristiche sono ricordate attraverso Sagre, Fiere, Rievocazioni Storiche ed eventi ad hoc, che rendono il territorio tappa di turismo grazie anche alle condizioni climatiche favorevoli.
"Veduta della città di Mirandola nei primi anni del XVIII secolo" Disegno di Loreno Confortini (1992)

“Veduta della città di Mirandola nei primi anni del XVIII secolo” Disegno di Loreno Confortini (1992)

Municipio di Mirandola

Municipio di Mirandola

Castello dei Pico

Castello dei Pico