Rimondi: “Prezzi dei dispositivi medici scesi di oltre il 25%. Una Sanità sostenibile e competitiva non guarda solo al prezzo più basso”

Roma, 30 marzo 2015 – “Tagliare 1,4 miliardi in beni e servizi in Sanità significa correre il rischio di abbassare la qualità delle prestazioni offerte ai cittadini. Beni e servizi sanitari sono stati già ridotti all’osso dalle precedenti spending review, in particolare ricordiamo che è sceso di oltre il 25% il livello medio dei prezzi dei dispositivi medici in Italia negli ultimi 7 anni.” Questo il commento di Stefano Rimondi, Presidente di Assobiomedica, sui tagli di 2,5 miliardi alla Sanità, che Governo e Regioni definiranno entro domani per la Legge di Stabilità. “Una Sanità sostenibile e competitiva – ha dichiarato Stefano Rimondi – non guarda solo al prezzo più basso, come sta avvenendo sempre più spesso nelle gare di fornitura, andando a risparmiare sui dispositivi medici di ultima generazione per le diagnosi, le cure e la prevenzione dei cittadini.

Rendere il mercato più trasparente e concorrenziale si può e si deve, ciò che però va evitato è di penalizzare l’appropriatezza assistenziale, depauperando il Servizio sanitario, pur di abbassare i costi”. Secondo Assobiomedica è indispensabile che Governo e Regioni non taglino le prestazioni sanitarie, ma che valorizzino il Servizio sanitario nazionale e l’intera filiera della salute, fattore fondamentale di crescita per il Paese. L’industria dei dispositivi medici è in grado di attrarre forti investimenti per ricerca e innovazione, contribuendo al contempo a promuovere nuovi modelli organizzativi, per migliorare l’appropriatezza delle prestazioni razionalizzandone i costi.