Negli ultimi anni le procedure laparoscopiche in chirurgia epatica hanno registrato un’impannata, dovuta sia all’affinamento della tecnica chirurgica che alla formazione ed abilitazione di nuovi operatori: oggigiorno si stimano circa duemila interventi/anno!!!

Le resezioni epatiche sono possibili grazie alla manovra di Pringle (la capacità di ridurre il flusso ematico all’interno dell’organo per limitare il sanguinamento) eseguita con l’ausilio di loop. Se negli interventi a cielo aperto il mercato offre una miriade di presidi per eseguirla, in laparoscopia le cose cambiano: a tutt’oggi non esiste nessun dispositivo, ma soltanto espedienti che tentano di colmare un vuoto ancora presente. In questo scenario si colloca LOOP&SCO, frutto di un’intuizione originata e sviluppata sul campo, capace di rendere obsolete le vecchie soluzioni. Si tratta di un dispositivo che impiega nuovi materiali (essenzialmente plastici) e adotta nuove soluzioni migliorando sicurezza ed efficacia.
Depositato il PCT lo scorso febbraio, LOOP&SCO viene impiegato, nel frattempo, nelle sua forma di prototipo: cercare un partner per l’industrializzazione e commercializzazione è il prossimo passo.
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