Giovedì 12 presso la Sala Consiliare de Comune di Mirandola, i giovani del corso “Tecnologie biomedicali per futuri utilizzatori e progettisti” hanno presentato alle imprese del settore e alla comunità i risultati della loro ricerca sull’uso di certi dispositivi medici in ambito di aferesi, anestesia, cardiochirurgia e dialisi.

Il corso è stato ideato da ForModena, società che progetta e realizza attività formative a scopo occupazionale, in collaborazione con Consobiomed, soggetto che ha un’ampia conoscenza del settore biomedicale industriale nell’area nord della provincia di Modena e che già si era occupato di formazione in passato. «La novità – ha detto Massimo Braida di ForModena in apertura – è stata quella di utilizzare proprio il territorio come fonte di apprendimento, avviando persone laureate in materie scientifiche alla conoscenza diretta dei DM» Si sono infatti costituiti 4 gruppi di lavoro che hanno affrontato in primo luogo 40 ore di apprendimento in aula e presso le aziende sui processi e prodotti tipici del distretto biomedicale mirandolese, e in un secondo momento si sono dedicati ad interviste agli utilizzatori dei dispositivi medici presso le strutture ospedaliere, individuandone criticità e punti di forza. In questa fase i ragazzi sono stati seguiti da un tutor tecnico per 28 ore per ogni corsista, 10 ore in presenza più 8 ore via web per il gruppo, e da un tutor esperto di comunicazione per un totale di 10 ore.

Le indagini svolte hanno portato a importanti risultati e spunti di riflessione che i giovani hanno esposto durante l’incontro, coadiuvati da presentazioni in power point e dal supporto dei tutor: per il gruppo Aferesi, che ha eseguito le interviste nei centri trasfusionali della regione Emilia Romagna, Luca Roncadi; per il gruppo Anestesia e Rianimazione, che ha proposto come sviluppo possibile alle criticità rilevate il “sogno lucido”, Enrico Gatti; per il gruppo Dialisi, che invece ha affrontato i problemi ancora presenti nella dialisi extracorporea dal punto di vista del paziente e del medico, Paolo Poggioli; infine per il gruppo Cardiochirurgia, che ha individuato possibili semplificazioni future delle tecnichedi Circolazione Extra Corporea intervistando cardiochirurghi etecnici, Ivo Panzani.