In calo, ma sempre imponente. E’ di oltre 3,5 miliardi il volume complessivo dei debiti a carico di Asl e ospedali italiani nei confronti delle aziende biomedicali, imprese che forniscono alle strutture sanitarie attrezzature elettromedicali, strumentazioni diagnostiche, siringhe, garze, bende e altri dispositivi. Una montagna di fatture insolute, concentrate soprattutto in quattro regioni: Campania, Lazio, Piemonte e Calabria. E’ quanto emerge dalla statistica aggiornata a luglio 2014 da Assobiomedica, l’Associazione che riunisce circa 300 aziende di tecnologia biomedicale e diagnostica, analizzata dall’Adnkronos Salute.

Uno scoperto considerevole, ma che sembra aver rallentato la sua corsa al rialzo: a novembre 2013 l’ammontare dei crediti vantati dalle imprese biomedicali era infatti pari a 3,9 mld. E, dato ancora più significativo, a gennaio 2013 si registravano oltre 5 mld di crediti insoluti. Insomma, in un anno e mezzo il totale complessivo dei debiti a carico di Asl e ospedali nei confronti delle aziende biomedicali è sceso di circa 1,5 mld.

Questo, nel dettaglio, lo scoperto diviso per regione: Valle d’Aosta (3,1 mln); Piemonte (360,1); Liguria (84,5); Lombardia (236,8); Trentino Alto Adige (28,8); Veneto (234,1); Friuli (38,9); Emilia Romagna (233,2); Toscana (256,6); Marche (47,1); Umbria (40,4); Abruzzo (80,2); Molise (98,4); Lazio (395,6); Campania (440,9); Basilicata (23,8); Puglia (252,1); Calabria (380,3); Sicilia (254,3); Sardegna (82,9).

Fonte: ADKronos