Gambro e Bellco sconfitte al Tar per una maxi-commessa vinta da Fresenius Davanti ai giudici va anche il Policlinico che ha bandito la gara per sei ospedali

Si conoscono bene, si stimano, vanno a braccetto durante i convegni, ma poi quando è il momento di parlare di soldi e di vincere commesse milionarie diventano come squali di fronte al sangue. Il business dell’emodialisi vale milioni e milioni di euro – in questo caso 21 – e ha come principali concorrenti le multinazionali biomedicali che hanno creato i loro fortini inespugnabili nella Bassa, tra Medolla e Mirandola. Gambro, Bellco, Fresnius, B Broun, Baxter sono i colossi che producono, a ridosso della Canaletto, il 60% dei prodotti per la dialisi di tutta Italia. Nei giorni successivi al terremoto, che ha colpito duro tutti gli stabilimenti, finirono a rischio i trattamenti salvavita per 45mila pazienti. Poi l’allarme rientrò.

Sisma a parte, le grandi imprese biomedicali si sfidano ad ogni bando di gara come quello indetto il 29 aprile 2011 per la fornitura “in Service di sistemi completi per emodialisi, occorrente all’Unione d’Acquisto tra le Aziende Sanitarie Associate all’Area Vasta Emilia Nord”, ossia Policlinico di Modena, Ausl di Modena, Arcispedale Santa Maria Nuova di Reggio Emilia, Ausl di Reggio, Azienda Ospedaliera di Parma e Azienda Usl di Piacenza. Si tratta di un affare imponente, suddiviso in due lotti, che vale all’incirca 21 milioni di euro per un servizio di sei anni, dal 2014 al 2019.

La commissione che deve analizzare le proposte lavora ininterrottamente fino a novembre 2013, anche perché il terremoto comporta uno slittamento della consegna delle buste, già messa a dura prova da un parziale annullamento della gara a causa di una sentenza del Consiglio di Stato, che impone l’apertura dei plichi in seduta pubblica. Alla fine di una lunga valutazione entrambi i lotti di gara se li aggiudica Fresenius. Ma Gambro, seconda classificata nel lotto 1 e Bellco, giunta al secondo posto nella graduatoria del lotto 2, presentano ricorso al Tar. Entrambe adducono contestazioni molto simili, una in particolare riguarda la non “perfetta corrispondenza delle nuove produzioni con la documentazione originaria”, che “avrebbe di fatto consentito a Fresenius di introdurre integrazioni tecniche migliorative, poi illegittimamente valutate ai fini del punteggio”. Tesi bocciata dal Tar.

C’è poi il ruolo del dottor Alberto Baraldi, che secondo alcuni testimoni avrebbe “fattivamente partecipato” ai lavori di predisposizione del capitolato tecnico per poi essere nominato commissario. Il tribunale, di fronte al quale insieme a Fresenius si è presentato il Policlinico, ha respinto anche quest’ultima tesi avanzata dagli avvocati difensori. Eppure è stata informata la procura di Modena, che dovrà decidere se indagare sulle testimonianze di alcuni dipendenti.

Ci sono infine diverse contestazioni tecniche che non hanno scalfito l’impianto iniziale: Fresenius esce vincitrice di fronte al Tar mentre Gambro e Bellco dovranno rimborsare la concorrente e il Policlinico per 4mila euro cadauno.

Fonte: Gazzetta di Modena