Roma, 20 ottobre 2014 – “Riteniamo indispensabile dare una corretta informazione ai pazienti che si sottopongo agli interventi oggetto della trasmissione di Report di domenica 19 ottobre, per evitare ingiustificati allarmismi. La presenza del product specialist in sala operatoria è essenziale per garantire l’utilizzo ottimale di questi prodotti tecnologicamente avanzati; le stesse Asl chiedono questo servizio che per l’impresa è un costo e non rappresenta certo un pretesto per fare business. Le linee guida per gli specialisti di prodotto, realizzate da Assobiomedica e dall’associazione europea di riferimento Eucomed, sono state implementate dalle imprese, tanto è vero che, come nel caso citato da Report, l’impresa ha avviato un’azione disciplinare nei confronti dello specialist che non aveva rispettato i limiti imposti, il cui rapporto di lavoro è cessato. Queste linee guida sono state oggetto di corsi di formazione, a cui hanno partecipato oltre 1600 qualificati specialisti delle imprese. Se esistono episodi di illegalità nelle sale operatorie e nella formazione medico-scientifica è giusto che vengano perseguiti, in quanto contrari ai codici etici dell’Associazione e delle imprese associate”. Questo il chiarimento che l’Associazione di Confindustria che rappresenta le imprese di dispositivi medici, ritiene doveroso fare, dopo il servizio di Report andato in onda ieri.

Per quanto riguarda le gare di fornitura, Assobiomedica sottolinea che il medico non è l’unico decisore nella scelta del prodotto, scelta che viene assunta da una Commissione costituita ad hoc, da cui spesso il personale medico-sanitario è addirittura escluso. Anche su questo tema l’Associazione ha organizzato per le imprese seminari e corsi di formazione sulla turbativa d’asta e più in generale sul rapporto pubblico/privato, per garantire la concorrenza ed evitare distorsioni nella realizzazione  degli appalti.