Da metà marzo, il centro di ricerca di Mirandola, è stato contattato da più di 800 tra aziende, istituti, e soggetti pubblici: un terzo dei contatti ricevuti si sono trasformati in ordini attivi.

Il rigore scientifico, le competenze tecniche dei ricercatori e il know how in ambito certificazioni e validazioni hanno portato al Tecnopolo significativi riscontri positivi e i numeri confermano questo riconoscimento.

Il Centro di ricerca, nato nel 2012 dopo il sisma che ha colpito la bassa modenese, ha svolto una vera e propria attività di accompagnamento delle imprese verso un settore, quello dei dispositivi medici, molto normato e con regole stringenti per la tipologia di produzione. Diverse aziende hanno inoltre ottenuto la validazione da parte dell’Istituto Superiore di Sanità e la loro produzione è già in commercio.

“Al Tecnopolo di Mirandola e a quanti operano al suo interno, va il mio ringraziamento unitamente a quello della comunità mirandolese, per lo sforzo profuso dall’inizio dell’emergenza fino ad oggi – dichiara il  sindaco di Mirandola Alberto Greco – L’attività di testing che ha saputo organizzare in pochissimo tempo, ne ha fatto un punto di riferimento nazionale per tutte quelle imprese che hanno convertito parte della propria produzione nella realizzazione di mascherine chirurgiche e protettive. Si aggiunge in questo modo ulteriore valore al territorio ed all’eccellenza biomedicale che è in grado di esprimere, riconosciuta per altro in tutto il mondo. Un comparto produttivo di prim’ordine che, a partire dal 25 febbraio scorso, ha saputo rispondere in modo adeguato all’incremento delle richieste di strumentazioni sanitarie provenienti dall’Italia e dall’estero.

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