Ancora una volta un’azienda con sede nel territorio emiliano sta dando il suo importante contributo in questo momento storico unico in cui la lotta contro il Covid-19 è un urgenza a livello globale; stiamo parlando di Aferetica, nata nel 2014 sotto la guida esperta di Mauro Atti e Stefano Rimondi, i quali hanno scelto di focalizzare la loro startup sull’aferesi, forti anche dell’esperienza di Manager vissuta in Bellco.

Cytosorbents Corporation è l’azienda americana proprietaria del brevetto di Cytosorb®, la cui tecnologia si basa su una resina polimerica altamente biocompatibile, che grazie alla sua enorme superficie (45.000m2 per 300 ml di resina) permette l’adsorbimento dal sangue di molteplici molecole, tra cui mediatori dell’infiammazione, come le citochine, responsabili della cosiddetta ‘cascata citochinica’, e dei danni d’organo che possono portare, rapidamente, a disfunzione multiorgano e morte. Trova, pertanto, applicazione in pazienti con iper- infiammazione, sepsi e shock settico, con l’obiettivo di controllare l’esacerbata risposta infiammatoria e favorire la stabilizzazione e il decorso del quadro clinico.

CytoSorb® è in uso a livello internazionale, con oltre 80.000 trattamenti effettuati, di cui 2.500 in Italia nel solo 2019, grazie alla partnership tra Aferetica PMI di San Giovanni in Persiceto (BO) e CytoSorbents Corporation.

Le esperienze condotte in Italia hanno certamente contribuito alla decisione della FDA. Durante il webinar internazionale di giovedì 16 Aprile, sono state presentate quelle dell’Ospedale Giovanni XXIII di Bergamo, in particolare del Dott. Fabrizio Fabretti, Direttore Anestesia e Rianimazione III e del Prof. Giorgio Berlot Direttore della Unità Anestesia Rianimazione e Terapia Antalgica dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Trieste. Queste esperienze, sia pure preliminari, mostrano una riduzione dei parametri infiammatori e un miglioramento di quelli respiratori, in particolare quando vengano effettuati interventi precoci e danno una concreta speranza nel miglioramento degli outcome clinici per questi pazienti, per i quali gli esti sono spesso drammatici.

Mauro Atti, amministratore delegato di Aferetica ha dichiarato: “Collaboriamo da tempo con numerosi ospedali Italiani per contrastare, mediante la depurazione extracorporea del sangue, patologie gravissime. Tra queste, quelle legate alla ‘tempesta citochinica’, come la sepsi, causa di una morte su cinque, in tutto il mondo. Consideriamo questo approccio innovativo e promettente, in una situazione planetaria in cui l’antibiotico resistenza sta facendo più morti di questa pandemia. In questi due drammatici mesi tanti medici Italiani hanno messo in campo questo presidio per contrastare la ‘tempesta citochinica’, causa della polmonite interstiziale che affligge i Pazienti Covid-19. Tra questi, vorrei citare il Brescia Covid Task Force, che lo ha inserito nelle sue linee guida, nonché Bergamo e Trieste che hanno presentato i loro risultati questa settimana.

Il Dr. Phillip Chan, CEO di CytoSorbents Corporation, ha aggiunto: “I medici e altri operatori sanitari in Italia sono stati in prima linea nella pandemia di COVID-19, rischiando la vita per il bene dei loro pazienti. In collaborazione con Aferetica, nostro partner fidato a lungo termine, i clinici Italiani sono stati tra i primi a utilizzare CytoSorb per fermare la ‘tempesta citochinica’ e le complicazioni mortali dell’infezione da COVID- 19 come la ARDS, e lo shock settico. L’esperienza dell’utilizzo clinico di CytoSorb® in Italia ha aiutato moltissimo a capire meglio come trattare questi pazienti in modo più efficace, è su questa linea che stiamo facendo leva, per aiutare a salvare vite umane in tutto il mondo. Ringraziamo questi eroi, non solo in Italia ma nei paesi di tutto il mondo, per aver lavorato per proteggerci tutti e siamo felici di essere in grado con CytoSorb®, di svolgere un piccolo ruolo nell’aiutarli.”

Per maggiori dettagli sul prodotto: https://www.aferetica.com/sistemi-terapeutici/cytosorb-r/

La tecnologia CytoSorb si basa su una resina polimerica altamente biocompatibile, che grazie alla sua enorme superficie (45.000m2 per 300 ml di resina) permette l’adsorbimento dal sangue di molteplici molecole, tra cui mediatori dell’infiammazione, come le citochine, responsabili della cosiddetta ‘cascata citochinica’, e dei danni d’organo che possono portare, rapidamente, a disfunzione multiorgano e morte. Trova, pertanto, applicazione in pazienti con iper- infiammazione, sepsi e shock settico, con l’obiettivo di controllare l’esacerbata risposta infiammatoria e favorire la stabilizzazione e il decorso del quadro clinico.